Formulario Social Media

Mail destinatario*:
*
Mittente*:
*
Il suo messaggio*:
*

Questioni di famiglia

Prima si chiamavano famiglie allargate, oggi sono famiglie «patchwork». Ma come deve funzionare questo tipo di famiglia affinché le «rappezzature» tengano e si integrino in un tutt’uno armonioso? Risponde la famiglia Langenegger-Blaser di Berna.

Aprile 2013. Claire Langenegger esce per andare a un concerto al «Bierhübeli» di Berna. Non vuole altro che divertirsi, ballare. Non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello di cercarsi un nuovo compagno di vita! Perché l’allora ventinovenne nonché madre di quattro figli, di uomini ne aveva proprio abbastanza. Per essere precisi, ne ha addirittura uno di troppo: l’ex compagno e padre dei suoi figli, che nonostante la separazione continua a vivere nello stesso appartamento nel quartiere di Murifeld.
Ma, si sa, l’amore segue vie imperscrutabili. O comunque, quella sera le frecce di Cupido colpirono due cuori totalmente impreparati: quello di Claire e quello dell’allora ventiseienne Simon Blaser. Prima di separarsi, lui, neo operatore dei servizi sociali, registra il suo numero di cellulare nel telefono di Claire. Dieci numeri destinati ad avere un futuro.

Primi approcci a una nuova famiglia

Dopo un primo appuntamento a tu per tu, il sabato dopo c’è la prima «riunione di famiglia». Luogo scelto per l’incontro: il parco giochi am Schützenweg. Anche Simon si è portato dei rinforzi: le sue tre nipotine. Claire nota subito che gli piacciono i bambini. Gioca e ride con loro e tra aeroplani dipinti, navi pirata e urla di allegria trova il tempo per scambiare qualche parola con Claire. Il giorno dopo si va a nuotare nell’Aare. E quando arriva Claudio, l’ex compagno di Claire e padre dei suoi figli, Simon entra subito in sintonia anche con lui. Trascorso il fine settimana, Claire e Simon sono diventati una coppia.

I due non commettono l’errore in cui incappano molte coppie patchwork innamorate: andare subito a vivere insieme e mandare in bestia l’ex. Al contrario: danno ai bambini, a se stessi e a Claudio il tempo e lo spazio per sperimentare la nuova situazione. Insieme si cercano delle soluzioni. Una è imminente: Claudio ha finalmente trovato un appartamento per sé lì vicino, che non costa molto ed è abbastanza grande per ospitare i suoi quattro figli, che come concordato potranno stare con lui ogni giovedì e venerdì e a weekend alterni. Nell’estate del 2013 Simon, Claire e i quattro figli vanno per la prima volta in vacanza insieme: due settimane in Provenza.

Simon va ad abitare da Claire

Simon passa ora sempre più tempo nell’appartamento nel quartiere di Murifeld. Con l’aiuto di Claire e Claudio entra nel ruolo del patrigno a tempo parziale e si conquista una docile autorità. Anche sul piano professionale le cose vanno bene: gli viene offerto un impiego all’80% come operatore sociale al Centro cantonale di osservazione per giovani in situazioni di vita difficili. Nell’aprile del 2014, Simon si trasferisce ufficialmente a casa di Claire. La famiglia patchwork comincia a prendere forma.

 

Da un punto di vista storico, le famiglie patchwork non sono nulla di nuovo. Soprattutto le «matrigne» non erano affatto rare un tempo, per via dell’elevata mortalità materna. Tuttavia, solo da poco tempo esistono in Svizzera delle cifre ufficiali su questa – a lungo malvista – forma di famiglia: nel 2010, nel 5,7 percento dei nuclei famigliari viveva almeno un figlio proveniente dalla relazione precedente di uno dei due partner. La tendenza è in crescita, il che da un lato è da ascriversi all’aumento della percentuale di divorzio: se nel 1970 in Svizzera si separava il 15 percento delle coppie sposate, ora siamo quasi a una coppia su due. Dall'altro lato, è cresciuto il livello di accettazione sociale e giuridica nei confronti del patchwork. Il che si rispecchia anche a livello linguistico: dalla famiglia allargata, che suscita scetticismo, si è passati all’allegra e variopinta famiglia patchwork.

Regola fondamentale: dialogare

Attaccato sotto la targhetta del citofono della «Familie Langenegger» c’è ora un nastro adesivo bianco con la scritta «S. Blaser». Il venerdì pomeriggio Claudio suona al campanello e poco dopo entra nell’appartamento doppio sulla Murifeldstrasse insieme a un’orda di ragazzini: Jeremy (12) si prepara velocemente un müsli e scappa subito via: lo aspetta una partita di calcio a scuola. Somya (6) si impadronisce di Balz, il gatto, Timo (8) sparisce in camera sua, mentre Jamie (14), la maggiore, ha un solo scopo: il piccolo Belay, la nuova star della casa, il primo figlio in comune di Claire e Simon. Quando è nato, tre mesi fa, con parto in casa, Jamie era sveglissima nonostante fossero le quattro di notte ed è stata la prima, dopo Claire e Simon, a poter stringere tra le braccia il neonato. «Fratello!», lo ha chiamato.

Claudio si siede a tavola con Claire e Simon per parlare brevemente di Jeremy. Ieri non ha voluto andare da Claudio come al solito dal giovedì al venerdì. Una piccola lotta di potere tra padre e figlio, tutto nella norma, solo che con il patchwork l’adolescente pensa di avere possibilità di scelta. Della serie: io dormo dove mi pare e piace. I tre adulti convengono che questo comportamento può essere tollerato solo in casi eccezionali. «Ho anche insistito sul fatto che fosse Jeremy in persona a disdire la visita a Claudio e a spiegargli il motivo per cui non voleva andare da lui», dice Simon. Confronti del genere su temi famigliari sono frequenti tra Claudio, Claire e Simon.

Un paio di settimane fa c’è stata la festa del quartiere a Murifeld. C’erano frotte di bambini e quasi altrettanti adulti, un variopinto viavai fino a notte inoltrata. S’era fatto così tardi che Claudio ha deciso spontaneamente di rimanere a dormire da Claire, Simon e i cinque bambini.

Proprio quello che ci vuole per le famiglie

Le famiglie sono le benvenute presso ÖKK: i pacchetti assicurativi ÖKK FAMILY e ÖKK FAMILY FLEX sono stati pensati appositamente per le famiglie.