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In ultima istanza

Non sempre si raggiunge un accordo circa le spese conseguenti a un presunto infortunio. Sei decisioni del Tribunale federale ci indicano la retta via.

 

Fatti

Un uomo colto da un raptus di rabbia e stress tira un pugno contro un muro, procurandosi uno strappo al tendine del mignolo. La sua assicurazione contro gli infortuni rifiuta di assumere i costi. Ma quindi su chi ricade la competenza per un caso del genere? Entra in gioco l’assicurazione malattie o l’assicurazione contro gli infortuni?

 

Sentenza del 13 giugno 2017 (DTF 143 V 285)*

I presupposti per una lesione corporale equiparabile a infortunio non sono soddisfatti perché l’uomo, compiendo il gesto in questione, ha messo in conto un’eventuale lesione. Vista la violenza del colpo, la probabilità di lesione era molto elevata, soprattutto considerando che il dito mignolo è notoriamente una parte del corpo particolarmente delicata. L’evento non è quindi di competenza dell’assicurazione contro gli infortuni; le spese sono a carico dell’assicurazione malattie. Quest’ultima assume prestazioni inferiori rispetto all’assicurazione contro gli infortuni e richiede il versamento della partecipazione individuale e della franchigia da parte dell’assicurato.

 

Fatti

Un uomo viene rapito dai talebani mentre sta attraversando il Pakistan con la sua compagna. Dopo otto mesi in ostaggio, una volta ritornato in Svizzera, l’uomo inizia a soffrire di disturbi post-traumatici. La sua assicurazione contro gli infortuni rifiuta di accollarsi le spese (p.es. indennità giornaliere). È giusto?

 

Sentenza del 6 febbraio 2015 (DTF 141 V 216)*

Prima della sua partenza, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha sconsigliato all’uomo di partire per il Pakistan per questioni di sicurezza. L’uomo, a conoscenza delle raccomandazioni del DFAE, ha comunque deciso di attraversare il Paese, trovandosi di lì a poco in una situazione assolutamente rischiosa considerabile come atto temerario. Per questo motivo, il Tribunale federale considera giustificato il rifiuto di erogare prestazioni da parte dell’assicurazione.

 

Fatti

Un uomo si frattura il polso compiendo dei salti acrobatici con la bici nella disciplina del dirt bike. La sua assicurazione contro gli infortuni assume le spese di cura dell’assicurato, ma dimezza le indennità giornaliere nonostante l’infortunato indossasse la protezione prescritta. La riduzione è giustificata?

 

Sentenza del 19 gennaio 2015 (DTF 141 V 37)*

Sì. Se una persona compie atti temerari assoluti, l’assicurazione contro gli infortuni ha facoltà di ridurre o addirittura rifiutarsi di erogare prestazioni. Secondo il Tribunale federale la disciplina del dirt bike rappresenta un atto temerario, perché i rischi, persino osservando tutte le misure di sicurezza, non raggiungerebbero comunque proporzioni ragionevoli.

 

Fatti

Voltandosi sulla sedia girevole per prendere dei documenti, un impiegato di commercio rimane con il piede impigliato per terra o nella gamba della sedia. Basta un attimo: la protesi artificiale dell’anca si rompe. L’assicurazione contro gli infortuni dell’uomo non classifica l’accaduto come infortunio perché non è presente alcun fattore esterno straordinario. Perciò, rifiuta l’obbligo di prestazione. Si tratta di un’azione corretta?

 

Sentenza del 22 agosto 2017 (TF 8C_282/2017)*

Secondo il Tribunale federale no, perché si tratta sicuramente di un infortunio legale. Infatti, incastrare il piede compiendo un’azione altrimenti normale e facente parte della quotidianità lavorativa, come ruotare su una sedia da ufficio girevole, rappresenta un fuori programma causato da una successione di movimenti non pianificata. Il fattore esterno, criterio Determinante per la validità di un infortunio, è perciò presente.

 

Fatti

Una donna si rompe un dente mangiando la marmellata di ciliegie fatta in casa dalla suocera, che contiene dei residui di nocciolo. L’assicurazione contro gli infortuni rifiuta di partecipare ai costi per la cura ortodontica. La motivazione? Quando si mangia una marmellata fatta in casa bisogna mettere in conto la presenza di noccioli e frammenti anche se è stata preparata con frutta denocciolata. In altre parole, non si tratta di un infortunio. Cosa ne pensa il Tribunale federale?

 

Sentenza del 17 ottobre 2013 (TF 9C_533/2013)*

Il Tribunale federale classifica questo evento come infortunio. La consumatrice non poteva prevedere che la marmellata contenesse noccioli o frammenti, indipendentemente dal fatto che fosse stata preparata in casa o industrialmente. In fin dei conti la donna aveva mangiato anche in precedenza la marmellata di ciliegie della suocera e non vi aveva mai trovato noccioli, per cui poteva fare affidamento sul fatto di non dovervene trovare neanche in futuro, sostiene il Tribunale.

 

Fatti

A 3150 m di altitudine un alpinista viene sorpreso dalla nebbia. Chiama il numero di emergenza e viene portato in salvo da un elicottero, illeso. L’assicurazione si rifiuta di assumere i costi di salvataggio pari a 4’200 franchi. Ha il diritto di farlo?

 

Sentenza del 27 gennaio 2009 (DTF 135 V 88)*

Sì. L’alpinista non era infortunato e né prima, né dopo l’operazione di salvataggio ha riscontrato danni alla salute. Il Tribunale federale spiega che se una persona si trova in una situazione di emergenza in montagna (perché perde l’orientamento oppure a causa del cattivo tempo), ma non subisce infortuni, non vi è obbligo di prestazione da parte dell’assicurazione.

 

* I testi delle sentenze sono stati abbreviati e semplificati dalla redazione e non corrispondono alla versione originale.